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Liti condominiali: che cosa bisogna sapere?

Postato da Luca Altariva on 22 Giugno 2021
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I motivi che ne stanno alla base possono essere tra i più disparati: dai rumori molesti, all’approvazione e ripartizione delle spese, all’utilizzo delle parti comuni (pianerottoli, ascensore, terrazza) fino al recupero delle quote dai morosi, ogni pretesto può far sì che uno screzio si trasformi in un vero e proprio litigio fra condomini. 

Ma questi dissapori, proprio perché possono avere natura diversa, non sono tutti uguali: a volte capita di non considerare alcuni aspetti o regole che in realtà fanno cadere nel torto chi crede di aver ragione. 

A seconda delle situazioni, infatti, bisogna valutare se l’accusa possa persistere o meno: vediamo alcuni esempi. 

Sebbene in molti pensino che chi non ha un lavoro o forti difficoltà economiche dovute a una pensione minima non rischino nulla nel momento in cui smettono di pagare il condominio, non è così.

Contro questi ultimi c’è sempre la possibilità di pignorare e vendere l’appartamento: solo nei confronti del fisco c’è il divieto di toccare la prima casa (peraltro con un limite minimo di debito di 120mila euro). Inoltre, secondo la giurisprudenza, neanche l’esistenza di un fondo patrimoniale può essere sufficiente a impedire l’esecuzione forza sull’immobile. 

Cattive notizie anche per chi scambia l’androne per un parcheggio: porre la propria bici o il motorino all’interno del portone per ancorarlo con una catena alle scale o, comunque, metterlo in sicurezza nell’androne del palazzo, non è possibile.

Questo perché la legge consente di utilizzare le parti comuni dell’edificio a condizione (tra l’altro) che non se ne snaturi la funzione.

E chi ha la cattiva abitudine di far sgocciolare l’acqua delle piante sul piano di sotto? Anche se può sembrare strano, quest’azione integra un reato, ovvero quello di «getto di cose pericolose o atte a imbrattare». 

Ciò vale però solo se l’episodio si ripete più di una volta. Ecco perché, prima di querelare il vicino che sta sopra, è meglio inviargli una diffida con cui lo si invita ad astenersi dal ripetere questi comportamenti.

Infine, spesso si crede che esista un orario oltre il quale non si può più fare rumore nei condomini. La legge invece non lo dice. Il codice civile si limita a stabilire che i rumori – ivi compresi quelli dei cani o degli elettrodomestici – non devono mai superare la normale tollerabilità. Cosa significa? Che bisogna valutare “caso per caso” e “casa per casa”. A influire non è solo l’orario (ciò che è tollerabile a mezzogiorno non lo è a mezzanotte), ma anche l’isolamento delle pareti e la collocazione dell’edificio.

Il reato che entra in gioco è quello di disturbo della quiete “pubblica”; ed è chiaro che se i rumori vengono avvertiti da due o tre inquilini non c’è neanche illecito penale. Ad essere infastidito insomma deve essere gran parte del palazzo o del vicinato, anche se a sporgere la querela è una sola persona.

Come si devono comportare gli inquilini nelle liti condominiali?

Gli inquilini devono necessariamente rivolgersi al proprietario di casa. In caso di perdita di una tubatura, infatti, con conseguente perdita di acqua nell’appartamento sottostante, è a lui che ci si deve rivolgere, affinché chiami l’amministratore e si assicuri che i lavori vengano eseguiti nel suo interesse. Agli inquilini spettano gli eventuali danni.

Le cause civili sono moltissime e si protraggono anche per diversi anni: occorre valutare quanto si è disposti ad aspettare.

E se, inoltre, vi state domandando se per le liti condominiali ci si deve coinvolgere l’amministratore, la risposta è affermativa. Ma solo nel caso in cui certi comportamenti arrechino danno alle parti comuni dell’edificio, per le quali ha l’obbligo di intervenire, così come in caso di violazione del regolamento condominiale che è tenuto a fare rispettare.

La legge non prescrive un obbligo di vincolo, ma esistono strumenti ai quali egli può ricorrere. Un sistema di certificazione e classificazione di qualità degli immobili, così come accade per gli hotel fino a sette stelle, fornisce uno strumento utile per una maggiore valorizzazione dell’immobile e prima di tutto un incentivo ad una migliore convivenza.

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